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La Chiesa dei Santi Prisco ed Agnello è sede parrocchiale ed al suo interno viene venerato il patrono della città, Sant'Agnello di Napoli.                                                                                                                            
Sulle origini della fondazione della chiesa non si hanno notizie precise: sicuramente nel XV secolo doveva già esistere una piccola cappella, gestita direttamente dal popolo, dedicata a San Prisco, intorno alla quale iniziò a svilupparsi un piccolo borgo. Si diffuse in seguito in città il culto di sant'Agnello, protettore delle donne incinte e degli animali gravidi: il santo veniva venerato all'interno di una piccola cappella, dedicata a San Vito.

Tuttavia il sempre crescente numero di fedeli fece in modo che nel XVII secolo la chiesa di San Prisco fosse ampliata ed al suo interno si trasferì anche il culto di Sant'Agnello: la chiesa, che già presentava una pianta a croce latina, un'abside e tre cupole, fu anche rinnovata nella facciata, dove furono aperti i due ingressi laterali. Consacrata nel 1827, qualche anno più tardi fu completamente restaurata, assumendo il classico aspetto neoclassico e perdendo molte decorazioni in stucco, oltre alla pavimentazione patinata a fuoco.                                                                                                                   
La facciata della chiesa, in stile barocco, che si affaccia su di un ampio sagrato al quale si accede tramite una scala in pietra vesuviana, si presenta divisa in due zone da una trabeazione: la parte inferiore è caratterizzata da tre portali d'ingresso intercalati da lesene; il portale centrale, di maggiori dimensioni, è incorniciato in una paraste in pietra grigia, mentre i due portali laterali, più piccoli, sono sormontati da un finestrone trilobato.


La parte superiore, più stretta rispetto a quella sottostante, è ricca di decorazioni a stucco e reca al centro un finestrone decorato con vetri policromi; la facciata termina con due piccole guglie in mezzo alle quali è posta una croce di ferro.                               
L'interno della chiesa è a croce latina e presenta tre navate, una centrale e due laterali, nelle quali si aprono due cappelle su ogni lato: la volta della navata centrale è decorata con tre tele, eseguite da Giuseppe Castellano nel 1690, raffiguranti la Trinità con la Vergine e due santi, l'Ultima cena e la Lavanda dei piedi, tutte inserite in cornici in oro, realizzate nel XIX secolo. L'altare maggiore, in marmi policromi e protetto da una balaustra realizzata nel 1733, è caratterizzato da una tela opera di Gustavo Mancinelli, risalente al 1875, raffigurante la Madonna con in braccio il bambino Gesù coi Santi Prisco ed Agnello e sullo sfondo agrumeti di Sorrento, punta Gradelle e alcuni velieri in mare. Nelle cappelle laterali sono custodite tele di Giacomo De Castro: sul lato sinistro lo Sposalizio della Vergine e l'Annunciazione, mentre su quello di destra san Giovanni Evangelista e San Michele; caratteristico è l'altare dell'ultima cappella della navata destra, realizzato in marmo e pietre dure, con motivi floreali, opera della bottega di Dionisio Lazzari: questa cappella presenta anche una pavimentazione particolare, in opus sectile, con marmi a forma quadrata e rettangolare, risalenti al I secolo e provenienti, con molta probabilità, dalla villa romana di Pollio Felice a Sorrento.                                      
Tra le varie opere d'arte conservate nella chiesa, la statue del Cristo Morto e della Beata Vergine Addolorata, portate in processione dalla nostra Arciconfraternita durante le processione del Venerdì Santo e le statue dei Santi Prisco ed Agnello in legno, risalenti al XVIII secolo. Affiancato alla chiesa è il campanile, diviso in quattro sezioni, caratterizzato da un orologio e decorazioni in stucco.

San Prisco
San Prisco, nativo di Nocera, sarebbe vissuto nel primo secolo dopo Cristo e probabilmente martirizzato sotto Nerone assieme ad altri suoi compagni. Questa ipotesi non trova però conferma piena poichè il culto per il Santo nei secoli era ed è tuttora di Confessore. Quindi San Prisco non morì martire "ma placidamente tra i suoi" dopo molti anni di episcopato a Nocera, dove le sue reliquie furono ritrovate nel febbraio del 1876 nella cappella dedicata al Santo nella Cattedrale della cittadina salernitana.
Resta tuttora avvolto da mistero il motivo per cui il culto del Santo è giunto tra le nostre contrade ed il tempo in cui ciò avvenne; non è escluso che vi sia giunto ancora prima di quello dedicato a Sant'Agnello con la fondazione di una estaurita a Lui intitolata.
Le celebrazione in onore di San Prisco che si effettuano nella Chiesa parrocchiale in occassiore della ricorrenza della festa sono a devozione della nostra Arciconfraternita, mantenendo un'antica consuetudine, festa in cui vengono "vestiti" i nuovi Confratelli del nostro Sodalizio.

Sant'Agnello
Il nostro patrono Sant'Agnello nacque a Napoli nel VI secolo, al tempo dell'imperatore Maurizio, probabilmente nell'anno 535.
I genitori di Sant'Agnello, Federico e Giovanna, erano due oneste persone proveniente da Siracusa, che dopo il loro matrimonio non riuscivano ad avere un figlio, pregarono intensamente la Vergine, che esaudì le loro preghiere. Così nacque un bambino, a cui fu dato il nome di Agnello, simbolo di mansuetudine e sacrificio.
Sant'Agnello fu amato molto dai napoletani e fin da età adolescienziale conduesse una vita monastica ritirandosi in una grotta situata nelle vicinanze della Chiesetta di Caponapoli. Durante il periodo in cui il Santo visse a Napoli, si trovò sotto il dominio dei barbari. La fama del santo era già ben nota per le opere di carità ed i napoletani si affidarono a Lui per chiedere di liberare la città durante la battaglia tra i bizantini e Goti-Longobardi.
Decise di abbandonare poi la città e ritirandosi in eremitaggio sui monti del Sannio, lasciando la direzione dell'ospedale nel monastero di San Gaudioso, da Lui fatto costruire, ai suoi discepoli.
Sant'Agnello vestì l'abito monacale dell'ordine dei basiliani o benedettini, diresse poi il cenobio di San Gaudioso alla Sanità in Napoli dove morì il 14 Dicembre del 595.
Le sue reliquie sono conservate in parte a Lucca, e altre parti si venerano nella Cattedrale di Napoli e nella nostra Chiesa parrocchiale custodite nella nicchia posta nella Cappella intitolata alla Madonna Addolorata, di patronato della nostra Arciconfraternita
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